Dalla passione all’azione: chi mantiene vive le nostre falesie?

Premessa …

Questo post non vuole essere polemico, ma uno spunto alla riflessione.

Io mi ritengo fortunato … la mia passione è il mio lavoro. Ogni buco di tempo che ho lo vivo in funzione a tutto ciò che gira attorno alla montagna. Tra le tante attività che mi legano alla montagna ed al mio lavoro da Guida Alpina, c’è anche quella di aprire nuovi itinerari e nuove falesie. Questa sfaccettatura del mio modo di essere alpinista e Guida Alpina mi piace tantissimo perché è per me innata.

Guardo una parete ed immagino le linee, le sogno, le vorrei aprire e scalare, vivere l’avventura di cosa ci sarà: passerò? E che figata! Creo qualcosa dove tutti possono poi allenarsi, crescere, o anche solo divertirsi. Tutto questo lo faccio per il 90% di tasca mia, mettendo le mie giornate lavoro e sempre di tasca mia acquistando e posizionando i vari materiali: fix, catene, resinati.

Quando finisco una via o una falesia è tutto pronto all’uso, devi solo divertirti. Ora è mai possibile che il Comune, la comunità montana, il consorzio, la proloco, il Cai, Alibabà, i Tre Remagi, NOI ARRAMPICATORI … a nessuno venga in mente di alzare un dito anche solo per segnalare un qualcosa che non va, oppure togliere un po’ d’erba nelle fessure, raccogliere delle carte e buttarle, mettere dei cestini, pulire dalla magnesite le tacche o raschiare un po’ di muschio dagli appoggi?!

Sistemare un sentiero d’accesso o mantenere i sentieri segnalati e sicuri. Nessuno pensa che potrebbe essere cosa gradita, ma soprattutto che così facendo manterremmo in ordine e sicurezza un divertimento che qualche povero PEONES ci ha donato così senza chieder nulla?!

Quale potrebbe essere la strada affinché ciò che ho scritto rimanga solo uno sfogo…e non una realtà che va’ avanti da sempre? Come possiamo realmente prenderci cura di ciò che è stato creato? Lo chiedo soprattutto a voi istituzioni: Comuni, Comunità montana, Parco delle Orobie, Cai.

Impariamo tutti ad aver cura di ciò che ci viene donato e di cui noi poi usufruiamo per passare delle belle giornate. Dietro ciò che vediamo ed usiamo c’è sempre qualcuno che si è fatto un “culo come una capanna” per rendere tutto questo possibile. E credetemi, se ne devono così fare di corsi e giornate Guida per ripagarsi di ciò che creiamo.

Scusate lo sfogo!
Grazie
Cinghio