Tra roccia, amicizia e ricordi
È il 14.09.2025, sono le 4 del mattino, sono in vacanza tutti dormono ed io ho giusto quelle 6 ore per scalare e rientrare prima che tutti si sveglino. Staccare la spina e prendere il mio tempo, a mio modo, con il mio ritmo, è un qualcosa a cui non posso rinunciare, ne ho e ne sento veramente il bisogno. Oggi voglio aprire un’altra bella linea in solitaria, un qualcosa di veloce, ma bello, e dedicarla ai miei figli.
La meta è il Monte Rujo che nel suo versante Ovest offre nella parte più alta una parete che può ospitare diverse linee da più tiri. Qui dopo aver salito sempre da solo la via “Uno sguardo su Golfo”, avevo adocchiato quella che oggi sarà il mio obiettivo.
Eccomi, sono arrivato. Inizio i preparativi e parto a scalare, tutto procede bene, roccia bella, tiri pure e le manovre che filano pulite senza intoppi e nel giro di 4 ore sono in cima a godermi questo momento. È il momento più bello dove tutte le emozioni tornano ed hai il tempo di viverle una ad una, ma questa volta è diverso.
Il telefono suona, è Ale: “Ale hai visto le storie? Veniamo a ripeterla?”
Ed Ale, “no Cinghio è morta Chiara“.
Tutto crolla e diventa tragedia.
Chiara era la cugina di mia moglie e cara amica di Alessandro, la persona che aveva permesso di conoscerci e regalarci così tante avventure insieme. Passato il tempo per metabolizzare il lutto, decisi che ciò che potevo fare per ricordarla, era fare un qualcosa per lei e da lì l’idea di una via insieme, fatta da me ed Ale. E così eccoci qua.
Chiara, non potremo più averti materialmente qui con noi … ho voluto però ricordati, farti vivere in qualcosa a me molto caro dove mille emozioni prendono posto e dove per me il tuo ricordo rimarrà per sempre.
Un grazie ad Ale che ha condiviso fatiche ed emozioni e ad Armando, amico sincero sempre pronto a dare una mano.











































