Le news dalla Patagonia 2025
La Patagonia è così, si sa che bisogna mettere in conto la rinuncia per certe vie, vedremo per l’anno prossimo.
Ci aggiornano così i soci Cinghio(@cinghio360) e Panza(@il_panza) che con l’amico Gualtiero(@gualtiero_pontiggia) sono ancora a El Chalten!
La spedizione con obbiettivo la parete Ovest del Cerro Pollone é iniziata fin da subito con un fuori programma per un soccorso di un alpinista che ha dirottato Cinghio, Panza e Gualtiero assieme aI volontari del CAX di El Chalten ad aiutare in quello che si è dimostrato essere un soccorso molto faticoso.
Cambio programma…Arrivati a Pietra del Fraile carichi come muli per lasciare lì un po’ di roba per fare una via sulla Guillaumet, ci hanno detto di un ragazzo che si è infortunato gravemente sulla Aguja Mermoz. Erano le 11 abbiamo fatto una sparata con quelli del Soccorso locale, attrezzato le fisse e poi giù a fuoco per il ghiacciaio. Siamo arrivati a piedi al Rio elettrico alle due del mattino.
Da qui le condizioni meteo non sono state favorevoli e nonostante gli sforzi e i tentativi, non c’è stato verso che il tempo cambiasse per concedere una finestra di bello abbastanza lunga e tentare la parete.
C’è stato un giorno discreto è abbiamo portato il materiale al primo campo, poi brutto. Un giorno di scalata ad El Chalten, poi brutto ancora. Davano un giorno buono ed uno discreto, siamo entrati e portato tutto il materiale fino al ghiacciaio ma le pareti erano impestate, allora abbiamo tentato di salire per una via di misto nuova che avevamo visto, ma in meno di un giorno lo zero termico è risalito di brutto e così dopo tre ore tra buchi e ponti che cedevano al passaggio per arrivare all’attacco, abbiamo scelto di tornare giù perché in serata davano peggioramento.
Rientrati alla tenda ha iniziato a piovere e nevicare per un giorno intero, appena smesso siamo andati al Fraile portando parte del materiale. Dopo aver dormito lì poi siamo tornati su a riprendere altro materiale e carichi come asini abbiamo portato fuori tutti i 160 kg di materiale lungo gli stessi 30 km che avevamo percorso per portare tutto dentro e che ci dividevamo dal nostro campo avanzato a Rio Elettrico.
Quest’anno tante cordate non hanno raggiunto i loro obbiettivi in Patagonia ma si sa che il meteo è sovrano e bisogna adeguarsi. Il tempo a disposizione è ormai quasi finito e concludono così.
Siamo stati fedeli al progetto, abbiamo tentato sempre ad ogni piccola e breve finestra di portare a casa l’obiettivo. Con un approccio in stile Alpino portandoci dentro tutto il materiale e riportandocelo fuori a piedi. Abbiamo dato il massimo per essere lì pronti ad affrontare questo progetto magnifico, purtroppo la Patagonia ha voluto così. Ora attendiamo…se beccheremo al volo una piccola finestra di bello faremo un tentativo su un’altra cima, diversamente scaleremo un po’ e magari proveremo ad aprire una linea nuova su roccia.
Se la meteo non sarà clemente purtroppo la spedizione probabilmente anticiperà il rientro di una settimana.
Finalmente un breve stop dalla pioggia per @cinghio360, @il_panza e @gualtiero_pontiggia che riescono a fare una scappata sulle vicine rocce rosse di El Chalten per disegnare in poche ore “la loro Gioconda”!
Cinghio ci racconta così:
“La ventana di bel tempo.. non si vede all’orizzonte…Qui’ si scalpita…vedere lo scorrere dei giorni senza mettersi in gioco non è un clima a noi congeniale…Si presenta dopo due giorni di acqua a Chalten e neve nelle valli…un buco di 4/6 ore con leggeri passaggi di pioggia ed un vento…relativamente debole…e…è un attimo!!! Ci si guarda….ed il gioco è fatto!
New line alla Parete Condor a Chalten!!!
Via Gioconda diff. 6°+ obl.6° 270mt
Perché Gioconda ?
Cit.Litfiba…”Ma la speranza è l’ultima a morire…”
Peccato che sia già finita…”

































