Via Danilone paga da bere …310mt 6° obll.5°

Come tecnico di elisoccorso ho la fortuna di volare spesso anche in lunghi viaggi; durante il trasferimento, una volta compiuti meticolosamente i check aeronautici ed i preparativi per la missione, c’è poco da fare se non rilassarsi e svuotare la mente, pronti a ciò che ci aspetta. E così il mio sguardo vaga puntato fuori dal finestrino, attento a ciò che ci circonda, e scruto, osservo, … ed è inevitabile sognare ed alle volte individuare nuovi progetti.

Capita un giorno che, decollati da Sondrio, siamo sopra le Orobie ed ad un certo punto vengo rapito da una parete che non conosco, una valle che non mi è familiare, e la curiosità prende subito il sopravvento: “Ma che posto è, dove siamo, che parete, sembra bella … ma avrà sviluppo? sarà fattibile?” Le domande che da quel momento prendono posto nei miei pensieri sono tantissime … e da lì parte il sogno. Quando la prima occasione per scoprire questo luogo?

Basta un messaggio a Giorgio con due foto e…”ci stai a vivere un’avventura? Non ti prometto nulla ma se ci stai possiamo provarci“. Lui non esita neanche un secondo; il messaggio che segue è “Certo andiamo all’avventura“. Il gioco è fatto, la meteo promette bene, abbiamo programmato 2 giorni insieme. Sappiamo che farà freddo, sarà lunga e la possibilità di fallimento è alta … ma questo non basta a farci desistere e così si parte.

La valle è fantastica e ci accoglie con i colori autunnali ed un freddo bello pungente; in parte ciò che ci circonda ci fa dimenticare gli zaini pesanti sulle spalle.
La progressione è veloce…non vediamo l’ora di vedere la parete …e sperare nella linea immaginata. Ad un certo punto ecco spuntare la sagoma del Pizzo Gerlo … wow, che bel!

Vediamo la sua parete, la possibile linea e l’uscita in cresta. Non ci sembra vero. Continuiamo a camminare; una volta però arrivati in Bocchetta riscontriamo che non solo la temperatura è veramente bassa, ma il problema è la roccia verglassata … Decidiamo di lasciare gli zaini e ci portiamo sotto la parete per identificare la linea e controllare le condizioni da vicino.

Con non poca fatica, come circensi procediamo sul gerone basale … è tutto brinato…non si sta in piedi. Iniziano i primi dubbi … tocchiamo la parete: è gelata … salgo qualche metro e nelle “acquesantiere” sulla roccia in parete, il ghiaccio è bello solido. Cavolo, no buono… I dubbi aumentano ma nello stesso tempo non vogliamo rinunciare all’avventura…un po’ abbacchiati torniamo agli zaini e da lì al Rifugio Bernasca dove passeremo la notte. Il tempo al rifugio passa alla grande tra aperitivo, cena, camino, grandi racconti e luogo fantastico … tutto scorre veloce fino al mattino.

La sveglia, visto i presupposti, non è una levataccia … usciamo con i primi raggi di sole e la situazione non promette nulla di buono. Iniziano a scorrere le prime frasi di circostanza “dai però bel giro, che bella valle, dai torneremo , etc“. Ma non basta, siamo belli cocciuti e un po’ speranzosi e piano piano ci portiamo in Bocchetta.

La situazione non è diversa … ma basta uno sguardo per coprirci a dovere, studiare la strategia per progredire velocemente per non prendere freddo, ed in mezz’ora inizio i primi movimenti in parete. È fatta … siamo partiti! Da lì seguirà una successione di manovre e tiri in maniera certosina, senza sprecare tempo ed intuendo subito la linea da seguire … da lì in 5 ore raggiungiamo la vetta!

Siamo felici … la nostra determinazione ci ha premiato contro ogni aspettativa: una nuova linea aperta, la prima linea sulla parete nord/ovest del Pizzo Gerlo ha preso forma. Grazie Giorgio che da cliente ed Amico ti affidi e condividi con me queste avventure!

Perché “Danilone paga da bere”?
Perché quel giorno del sorvolo casuale in equipe di elisoccorso c’era Danilo, infermiere di Sondrio, che è stato complice di grasse risate tra me ed il Tecnico verricellista operativo quel giorno, Nicolò. Un grazie anche al pilota Marco ed al medico XXX che mi hanno fatto scattare qualche foto volante e sono stati gli ignari creatori di questa nuova via!